La storia di Godrano è lunga e ricca le sue origini sono remote e la sua storia millenaria quello che diverrà il territorio si trova al centro dell'incontro tra potenze e culture diverse quella degli Eletti mquella dei Sicani. I reperti trovati sono databili dal quinto al quarto secolo avanti Cristo con la conquista della Sicilia da parte degli arabi, intrapresa nel 1827, si ha la prima descrizione di questi luoghi. Fu proprio un arabo Ai-Idrisi, geografo del XII secolo, che nel suo libro, detto “libro di Ruggero” fa riferimento a Godrano.

Si fa riferimento a delle paludi che possono essere localizzate nel bacino della “Frattina” o del “Guddemi” , Sulle rive di un lago, ed è lì che sorge il primo nucleo di Godrano e lì resterà per circa 5 secoli.

Nel lungo periodo che va dagli arabi e gli angioini non si ha nessuna notizia il suo territorio si trovò al centro di numerose lotte baronali: quella tra i Chiaramonte e di Ventimiglia.

Negli anni che seguirono Godrano divenne Feudo, Casale, Baronia ,Terra.

Ha subito vicende delle aristocrazie che lo hanno dominato Valguarnera, Barberi, Bartolomeo, Di Monteaperto, Lancellotto Favara, Calogero Colonna Romano ed il figlio Gabriele.

 Nel 1605 è fissata la nascita dell'attuale paese.

Il paese dunque si riferisce al Fondovalle alla collina.

 Uno spostamento resosi necessario per il progressivo prosciugarsi del lago che andava via trasformandosi in una palude malsana.

Nel 1714 Godrano e nelle mani di Giovanni Francesco Cottù nel 1790 passa a Giovanni Cottù Fardella.

 In seguito nelle mani della famiglia di Roccaforte, Il Feudo di Godrano conobbe un periodo di splendore.

I cui segni sono ancora visibili nelle lapidi iscrizioni settecentesche nelle famose Campane, che la leggenda vuole fuse in bronzo ed oro per volere della Marchese di Roccaforte moglie di Giovanni Cottù Fardella.

Godrano oggi è un centro che conta 1135 abitanti la sua economia è caratterizzata dall’allevamento bovino con la produzione piuttosto unica del caciocavallo godranese.

 Un altro settore importante per l'economia è il bosco che offre buone occasioni di lavoro sia per gli abitanti di Godrano sia per gli abitanti dei paesi limitrofi.

 Al centro del paese si può visitare la chiesa madre dedicata a Maria Santissima Immacolata, ricostruita nel 1791 circa, dalla famiglia di Roccaforte e da Giovanni Cottù Fardella all'interno si trovano, nelle lapidi, iscrizioni settecentesche un dipinto della scuola nuovelliana , una lapide dedicata al beato Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia nel 1903 è vissuto a Godrano dal 1970 al 1978. Si possono visitare I Ruderi di un antico mulino ad acqua del 700 sito in zona cozzo Mulino a circa un chilometro da Godrano.

 In contrada suvarita un area adiacente a Godrano si trova la costruzione del museo etnoantropologico “Godranopoli “ ideato dal professore Francesco Carbone realizzato dallo stesso nel 1983.

Esso presente uno spazio dedicato alla civiltà contadina e pastorale, nella zona della Roca Budsambra. Una Pinacoteca d’arte contemporanea, con opere di di : Guttuso, Levi ed altri, e una biblioteca di storia e cultura siciliana.

Poco distante da Godrano si trova il bosco di Ficuzza uno splendido complesso boschivo di circa 5000 ettari.

Esso offre un'area attrezzata vicino a Godrano ideale per grandi e piccini. Dal punto di vista della vegetazione è ricco di Lecci, Cerri ,poverelle, Sugheri, frassini, aceri e qualche pioppo; in primavera nello strato erbaceo dominano Ciclamini, peonie, Primule, viole e numerosissime orchidee.

 Per quanto riguarda la fauna, il bosco per la sua diversità di ambienti ospita moltissime specie di animali.

Tra i mammiferi sono presenti il cinghiale , il daino, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il riccio, la lepre e il coniglio; tra i rettili sono presenti la vipera, la matrice, Il biacco, il ramarro etc..

12 sono le specie di Rapaci presenti tra cui l'aquila reale il capovaccaio, il gheppio, il falco pellegrino, il gufo, l’allocco ed altri.

“Dal Belvedere” del paese di Godrano si può ammirare la grande cresta della Rocca busambra, un imponente complesso calcareo che si innalza, come una potente bastionata raggiungendo i 1613 mt di altezza, che secondo il noto poeta Pecoraino futurista godranese Giacomo Giardina si apre sull'isola come un ventaglio.